About my Blog

writing  often it is the only thing between you and impossibility. no drink, no woman's love, no wealth can match it.  nothing can save you except writing.  it keeps the walls from failing. the hordes from closing in.  it blasts the darkness.  writing is the ultimate psychiatrist,  the kindliest god of all the gods.  writing stalks death. it knows no quit.  and writing laughs at itself, at pain.  it is the last expectation, the last explanation.  that's what it is. 

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sabato 14 febbraio 2009

Scomode verità.

Alzi la mano chi non ha mai pensato che la nocciola nei baci perugina sia solo un'inutile rottura di palle che per di più si incastona con precisione matematica negli interstizi dentali più remoti nonchè umanamente irraggiungibili?
Ammettetelo, su.

Evviva l'ammmooooooooooooor.



Ecco, appunto.

Romanticamente vostra, Danielagna.

martedì 27 gennaio 2009

Chiamatemi pure dottoressa.

Nonostante le sfavorevoli congiunzioni astrali, la proverbiale tendenza al fancazzismo e l'invadente presenza nella sua vita di persone portatrici sane di invidia...

DANIELAGNA S'E' LAUREATA...


E, sebbene dimostri poco più di 18 anni (mmmh), è orgogliosa di confidarvi che si tratta di una laurea specialistica.... il che implica, senza ombra di dubbio, che ora la vostra Danielagna si accingerà, con passo regale e misurato, a spalancare le enormi porte che conducono al lucente e affollato mondo della disoccupazione.

Ya-hoooo!


Mhh. Vabbè.


(Ah comunque...vi ricordate la festa di cui vi parlavo, quella che secondo le mie rosee previsioni avrebbe causato delirio, devastazione e scene irripetibili? Ecco, vi basti sapere che è andata mooolto al di là delle mie "rosee previsioni"...E' ormai evidente come le mie feste abbiano proprio una marcia in più...)

Danielagna

lunedì 29 dicembre 2008

La famosa teoria del cane randagio.

A 2 gg dal Capodanno meno organizzato dell'ultimo ventennio, sono proprio in vena di fare una bella riflessione pedante e lamentosa sulle ultime vicende che mi hanno vista ricoprire i panni di protagonista, co-protagonista e antagonista (si, la mia vita è un film a basso budget, e allora?). Chiudere una storia di due anni, con tanto di promesse e vari "tiameròpersempre", è una responsabilità bella grossa. Anzi: grossa, rognosa e maleodorante. Questa responsabilità è, dunque, un cane randagio, in pratica. Al quale d'ora in poi, per convenzione, faremo riferimento col nome in codice di "cane.randagio". Allora tu, giovine nel pieno dei tuoi 25 anni, un bel giorno prendi al guinzaglio questo recalcitrante animale e percorri la tua strada verso la sincerità, convinta che "in fondo sto facendo la cosa giusta, l'onestà paga". E invece l'onestà non solo non paga, ma oltretutto chiede pure il resto, sotto oscure e parimenti fastidiose forme. Sei già stata maltrattata a dovere da chi ha subito i morsi del cane.randagio e preferiresti farti sparare ad una gamba piuttosto che sentire di nuovo (o leggere in una briosa email), di quanto tu a suo parere sia sleale, bambina, insicura, una-che-non-sa-cos'è-la-vera-vita, ed una-che-non-è-per-niente-una-vera-donna. Dopo che la persona in questione ha deciso di condividere con te queste scottanti e preziose verità, nella tua mente di giovane pulzella alle prese con una nuova e inattesa vita da single tutta da gestire, si iniziano ad affollare mille e mille dubbi, sensi di colpa, incazzature represse e indignazioni esternate. Si perchè talvolta (ma questo solo nel caso in cui nel soggetto in questione la presenza dell'orgoglio sia ben superiore all'amore) chi viene morso dal cane randagio e costretto a subire la tua complicata decisione, reagisce in una maniera che sfiora il patetico: nel primo periodo (un giorno circa) dopo la rottura, inizia a manifestare a chiunque nel giro di 20 km tutta la sua sorpresa, delusione, incredulità e indignazione verso chi ha osato fare a meno della sua presenza nella propria vita (tu, nella fattispecie). Il raggio d'azione del suddetto colpisce tutti senza pietà, oggetti inanimati ed animali compresi, finendo addirittura col confidarsi e sfogarsi con chi, a detta sua, proprio non aveva mai potuto soffrire manco di striscio e aveva talmente riempito di pettegolezzi che, come direbbe mamma, "manco 'na lavannara". E che mi perdonino le lavandaie. (Salutiamo tutte le lavandaie in ascolto). Successivamente, nella spasmodica smania di dimostrare il proprio valore, curiosamente confuso con una pretestuosa virilità maschia, tenta di riallacciare i contatti con ogni individuo di sesso femminile che la sua mente rimembri, comprese anche le stesse di cui diceva di non voler più sentire parlare o, peggio, nei confronti delle quali sosteneva di provare niente più di una sterile indifferenza. L'individuo in questione è oltremodo spassoso: una settimana fa giurava eterno amore ed ora dice di volersi scopare il mondo (e non metaforicamente eh). Allora cosa faccio io, giovane recentemente delusa dall'amore romantico e dalla carenza di valori nel giovane maschio bianco di oggi? Accarezzo dolcemente il mio cane.randagio sulla testa, lo lavo amorevolmente e lo accudisco come fosse figlio mio: guardandolo mi ricorderò per sempre di cosa sono stata capace, delle palle (licenza poetica) che sono stata in grado di tirare fuori e della strada tortuosa di campagna che ho deciso di intraprendere al posto dell'apparentemente tranquilla e placida stradina di città. La mia delusione e la sensazione di aver fallito alla grande è tuttavia ben presente. La strisciante convinzione di aver affidato due anni della propria vita, tuttosommato degni di essere vissuti, a chi a quanto pare non vedeva l'ora di dichiararsi "single" di fronte al mondo intero, rassomiglia sempre più ad una preoccupante realtà. A detta di molti, spesso io stessa sembro dimenticare quanto sia profondamente bella dentro e fuori. Il mio unico e solo proposito per il nuovo anno sarà questo, ricordarmene più spesso e non permettere MAI a nessuno, neanche per un secondo, di togliermelo dalla testa.

Piccola postilla: In totale accordo col penultimo (o l'ultimo, non ricordo) post di Anne, non verranno d'ora in poi da me presi in considerazione, per relazioni medio-stabili, individui che non sappiano usare il congiuntivo o che ignorino la preziosa regola dell' "are-ere-ire, l'H va a dormire".

Danielagna.

domenica 21 dicembre 2008

Dichiarazione d'intenti.

Sono pronta.

Pronta a raccogliere tutti gli insulti che mi (a)spettano.
Pronta a sentire le chiacchiere che, immancabili, allieteranno questo periodo.
Pronta a ricacciare indietro le parole per paura che possano ferire.
Pronta a fare il classico "buon viso a pessimo gioco".
Pronta a soffrire la mancanza di gesti, sorrisi, risate.
Pronta a capire che certe scelte sono fatte per il meglio.
Pronta a volgermi verso nuovi gesti, sorrisi, risate.
Pronta ad innamorarmi sempre più follemente di me.
Pronta a mal tollerare chi è felice di vedermi affondare.
Pronta a fare il classico gesto dell'ombrello urlando "col cazzo che affondo, belli"
Pronta ad affrontare la vita con la forza che tutti vedono in me. Fingendo di crederci io stessa.
Pronta a rimpiangere, pronta a compiacermi.
Pronta a vivere, pronta a ricominciare.
Pronta perchè, come diceva Pavese, vivere è (ri)cominciare, sempre e ad ogni istante.

Danielagna.

martedì 18 novembre 2008

Spaghetti, pizza, mandolino.

Allora, stasera feroce dibattito in casa Danielagna.

Tutto nasce da un'apparentemente innocua affermazione della genitrice la quale, con candida nonchalance, ci confessa che una coppia d'amici è andata tre giorni a Praga ma, dopo neanche il primo giorno, rifiutava categoricamente la cucina del luogo perchè "eh eh mettevano la cipolla ovunque". Quindi, allo scopo di non morire d'inedia, ripiegava su un affidabile ristorante italiano.

A Praga.

"Da Peppino" a Praga, tipo.

Prendo fiato, poso il cucchiaio e m'indigno pubblicamente.

Alle mie ragionevoli e audaci perplessità ("ma io dico, farsela a casa propria 'na carbonara scotta, no?"), i miei allibivano e, totalmente sbigottiti di fronte alla mia vivace contestazione replicavano con ingenuità disarmante: "embè? scusa ma perchè uno se deve sentì male?"

Da quel punto in poi il mio solitamente placido e confortevole desco familiare è diventato più infiammato e acceso di una puntata di Uomini e donne, con i miei, da una parte, che mi accusavano di essere "snob" (magari il contrario, no?) e io, dall'altra, che sostenevo l'importanza di conoscere un paese anche dal punto di vista culinario, evitando, al primo accenno di sapore sconosciuto, di scappare a gambe levate al grido di "spaghetti, subito!"

Alla fine, dopo una metaforica alzata di mani, ho abbandonato il campo sconsolata (cioè sò andata a lavà i piatti).

Sospetto comunque che ognuno sia rimasto con la sua idea ben stretta fra le mani. Io, ad esempio, si.



Che poi invece c'è chi all'estero si trova estremamente a suo agio, si diverte e che proprio se la spassa oh.

Peccato che non si tratti di un cittadino basso e pelato qualunque, ma che -toh- rappresenti il nostro paese.

E lui lo rappresenta così:


Trieste, 18 nov. - Un'accoglienza con 'sopresa' per Angela Merkel.
Silvio Berlusconi ha aspettato il cancelliere tedesco a Piazza Unita' d'Italia a
Trieste, poi quando lei e' comparsa si e' nascosto dietro uno dei lampioni della
citta' e improvvisamente e' uscito fuori dicendole "Cu, cu...".


Io se ero la Merkel lo prendevo a sberle.

Altro che cucù, idiota.


Danielagna

sabato 15 novembre 2008

Mi presento -BURP- ah ah, ciao ragazzi.*

Potrei iniziare il mio ennesimo blog raccontandovi di quanto io sia brillante, completamente dedita agli studi e alle sudate carte, diligente universitaria con una media stratosferica e ambizioni da premio nobel.
Oppure esaltare le mie doti fisiche: la mia folta chioma riccioluta incornicia un viso dai lineamenti perfetti, stilisti fanno a gara per accaparrarsi il mio così invidiato e statuario corpo anche solo per una passerella, sono sempre perfettamente in ordine, ho un'eleganza naturale che mi permette di indossare magnificamente anche il più sciatto straccetto da bancarella e cammino abitualmente e senza perdere mai l'equilibrio su tacchi vertiginosi (sebbene io sia già, di mio, alta circa 1.80).
O magari invece potrei raccontarvi della mia intensa carriera come cantante: pensate che un produttore mi ha notata mentre cantavo sottovoce alla fermata del 90 express e mi ha introdotto nel dorato mondo della musica. Ora la mia vita si divide equamente fra tournèe in tutto il mondo, duetti con gli artisti più gettonati e presenze nei programmi musicali di maggiore importanza.

Ecco, potrei.

Ma, in tutta franchezza, vi direi un mucchio di cazzate.
Questo tanto per ricordare che nei blog, spesso, niente è come sembra, molto è artefatto, costruito e artificioso, nella perenne ricerca di assomigliare all'avatar che si ha in mente per se stessi.
Questo blog tenterà di essere sincero, affatto presuntuoso e, per quanto possibile, aggiornato.

Sono approdata qui abbandonando dapprima il "troppo colorato e confusionato" space di msn, poi il blog di splinder, il quale effettivamente non mi soddisfaceva in pieno. (vabbè si...ho anche perso la password d'accesso, avvenimento da me interpretato come un'indubbia necessità di cambiamento)

*chi indovina la citazione otterrà i sensi della mia incontenibile stima (oltre al privilegio di figurare per primo fra i commenti di questo blog)