About my Blog

writing  often it is the only thing between you and impossibility. no drink, no woman's love, no wealth can match it.  nothing can save you except writing.  it keeps the walls from failing. the hordes from closing in.  it blasts the darkness.  writing is the ultimate psychiatrist,  the kindliest god of all the gods.  writing stalks death. it knows no quit.  and writing laughs at itself, at pain.  it is the last expectation, the last explanation.  that's what it is. 

Visualizzazione post con etichetta facebook è il male. Mostra tutti i post
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sabato 20 dicembre 2008

Questo post ha dichiarato di non volere un titolo.

Non vorrei sempre parlare dell'animaletto malefico di pet society, ma stamane mi ha decisamente sorpreso. Ad un certo punto, senza che io facessi nulla, ho assistito incredula a questa scena

La cosa che mi colpisce di più è l'inquietante faccetta goduriosa. Dalla foto non si può vedere ma l'animaletto mentre fa il bagno effettua degli strani movimenti su e giù, muovendo ipnoticamente le orecchie e le braccia. Sento che questo mio sgorbietto mi darà molte soddisfazioni.

Ma passiamo ad argomenti ben più interessanti (per me, ovvio). Finalmente ho messo un punto fermo alla mia tesi (90 pagine scritte con sclero e ammmore) ed ho saputo la data in cui potrò discuterne (questo verbo mi fa sempre pensare ad un'ipotetica disputa verbale fra me e i membri della commissione). Vi risparmio tutti i pensieri nefasti che prendono vita nel mio cervelletto, "ansia per il futuro", "che cosa farò da grande?" e l'immancabile hit "e se avessi sbagliato tutto?". Per ora mi lascio teneramente cullare dal dispiacere di default che ha accompagnato quasi tutti i cambiamenti della mia vita, anche quelli che venivano fatti per il meglio: in questo caso, però, "lasciare la strada vecchia per quella nuova" sancisce un vero e proprio taglio netto con uno status da me rivestito per molti anni, quello di "studentessa". Ancora qualche settimana (aaansiaaa) e non potrò più definirmi tale, non mi sveglierò la mattina per recarmi a Villa Mirafiori e godere di quella mezz'oretta di chiacchiere al bar, non passeggerò per il giardino aspettando l'inizio delle lezioni, non farò file interminabili per farmi dire due parole svogliate da qualche professore. In fondo la vita è così: le cose cambiano continuamente, (spesso proprio quando iniziavamo ad abituarci) e bisogna trovare il proprio equilibrio, anche se il terreno è scivoloso e la paura di cadere nel vuoto ti fa sudare freddo.


(Ho appena riletto quanto scritto finora. E' il caso di dare una sferzata di spensieratezza al post sennò il suicidio è dietro l'angolo)


Oggi è sabato, finalmente, e oggi pomeriggio mi aspetta una fumante tazza di cioccolata calda e shopping natalizio con la caVissima Anne, all'insegna del gossip costruttivo e della chiacchiera frivola e disimpegnata.

Forse (ma forse eh) inizio a sentire l'arrivo del Natale. Quando rispolvererò il tradizionale cd con tutte le smielatissime canzoncine che inneggiano all'essere tutti più buoni, zuccherosi e innamorati, saprò di essere stata risucchiata dal vortice. Per ora l'unica canzone che mi esalta è la versione di Womanizer di Lily Allen.

Abbiamo anche un contributo fotografico: ecco brit-Lily dopo aver registrato la cover, in lacrime perchè tutti la scherzano per la pronuncia di "uommanaizah".
Danielagna

sabato 13 dicembre 2008

Potevo fare un'analisi sociologica dettagliata del consumismo natalizio ma poi ho pensato che le mie solite cazzate andassero più che bene.

Non so come iniziare questo nuovo post, quindi facciamo finta che io abbia già scritto una brillantissima introduzione che vi abbia messi tutti nel miglior mood per ascoltare le mie noiosissime divagazioni e che vi abbia fatto esclamare: "però, che padronanza linguistica che ha questa giuovine, dovrebbe proprio scrivere un libro, si si".


Il Natale è alle porte, ma (almeno a casa mia) nessuno gli ha ancora aperto. Non v'è traccia di alberi, presepi, candele natalizie, babbi natali arrampicatori qui a casa Danielagna. Perchè? Boh, semplicemente abbiamo evitato l'argomento finora. Per capirci, la casa del mio animaletto a Pet Society su facebook è molto più natalizia della mia.

E come vedete non mento.
Comunque, anche se l'aria natalizia non ha ancora pervaso le mie cellule neuronali ricoprendole di zuccherata glassa e morbido cioccolato, ciò non toglie assolutamente che io sia un'assoluta fan del Natale. Quest'anno, tuttavia, causa crisi preparazione tesi, meglio conosciuta come "quell'ultimo capitolo che, chissà come mai, non riesco proprio a finire" le luci festose e le ben note e temutissime pubblicità di pandori, torroni e affini mi lasciano decisamente indifferente.
Tornando a Pet Society, (scusa ma veramente intendi parlare de 'sta cazzata?) (Si.), trovo che sia un giochino molto interessante. Soprattutto perchè non ho visto mai nulla di più improbabile e meno verosimile del suddetto. Vi spiego in breve. St'animaletto, degno erede del vetusto tamagotchi e surrogato tecnologico dell'instabile pesce rosso (il quale, dopo pochi giorni, faceva la fine che tutti sappiamo), vive in questa città circondato dai suoi amichetti, (ovvero i tuoi amici di facebook che si sono lasciati trascinare da tale diabolico passatempo). Appena tu, il/la padrone/a ti connetti e vai a controllare in che stato sta mediante le maledette icone a lato che dovrebbero significare "sò zozzo", "c'ho fame", "che palle", ovvero "pulizia", "cibo", "felicità", lui inizia a saltellare giocoso. "Che bello quest'animaletto, mi piace proprio" pensi tu, ingenua ragazza amante degli sgorbietti bisognosi di cure. Il mondo di Pet Society è scandalosamente semplice: si basa tutto sull'accumulo incondizionato e compulsivo di denaro, che servirà poi per lo shopping sfrenato in uno dei negozi estremamente cari della città. C'è il negozio di arredamento, in cui potrai acquistare divani, sedie, tavolini...il negozio in cui potrai scegliere la carta da parati o il pavimento che più si addice alla tua adorabile casetta, l'alimentari, il negozio d'arredamento LUSSUOSO, dove a me, a causa delle esigue finanze, non fanno neanche entrare, poi c'è il negozio dove puoi acquistare vestiario (perlopiù orribile)ed infine una piccola Casablanca cybernetica dove puoi persino cambiare sesso.
L'unica cosa che si salva a P.S. è che per ogni visita che fai ai tuoi amici ti vengono dati in cambio dei soldi. Il che, se consideriamo anche le visite a chi non tolleriamo poi così tanto, potrebbe risultare molto conveniente e degno di essere esportato anche nella vita reale.
Scusate l'incontinenza verbale, quando attacco col delirio è difficile fermarmi.
Danielagna.