About my Blog

writing  often it is the only thing between you and impossibility. no drink, no woman's love, no wealth can match it.  nothing can save you except writing.  it keeps the walls from failing. the hordes from closing in.  it blasts the darkness.  writing is the ultimate psychiatrist,  the kindliest god of all the gods.  writing stalks death. it knows no quit.  and writing laughs at itself, at pain.  it is the last expectation, the last explanation.  that's what it is. 

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martedì 20 gennaio 2009

Like a virgin, (un)photoshopped for the very first time.


Che poi io ho ancora qualche dubbio sia realmente Miss Ciccone questa. Secondo me è Patty Pravo.
Voi direte: ma te a pochi giorni dalla discussione della tesi pensi a ste cazzate? Miei cari, questa è la cosa meno idiota alla quale sto pensando ultimamente.
Miss Ciccone, prega per me.
Danielagna

domenica 18 gennaio 2009

Forse è il caso che io dia segni di vita.

E che posso dirvi amici miei?
Potrei parlarvi di come la mia vita in questo periodo sia profondamente attraversata da tutta una serie di dubbi, domande esistenziali, risatine forzate e contegno prolungato. E di come in alcuni momenti assomigli pericolosamente ad una puntata di Dawson's Creek. Potrei dirvi che per la mia seduta di laurea ho puntato su un look sbarazzino ma non da zoccola, con la gonna a pieghe appena sopra il ginocchio, giacca ad un bottone in coordinato e se solo ieri quella stronzetta finto impegnata di Anne avesse acconsentito alla mia richiesta disperata di shoppingare, ora avrei anche il sottogiacca e le scarpe (scherzo tesora, je t'aime).
Per la mia festa di laurea, invece, ho optato per un tubino nero che si discosta abilmente dalla forma classica poichè ornato da balze che ad ogni minima piroette si alzeranno e fluttueranno sognanti nell'aire. Anche se a pensarci bene quest'idea di me in perfetto stile barbie-va-al-ballo è leggermente deviante: molto probabilmente invece sarò una specie di Amy Winehouse strafatta, le balze e i merletti verso le 11 mi inizieranno ad infastidire e, ottenebrata dall'alcool e dall'euforia, finirò in reggiseno e calze a ballare sui tavoli una qualsiasi hit di Raffaella Carrà.
Sarà una festa indimenticabile, me lo sento.
Ora, comunque, l'argomento più gettonato nel juke box del mio cervello è uno.
E dopo, chestracazz**faccio?
Allora apriamo un sondaggio, che in questi casi fa molto figo.
Cosa farà Daniela dopo la laurea?
1. chiederà l'elemosina di fronte all'Oviesse, con tanto di cartello "sono laureata in Scienze della Traduzione, aiutatemi"
2. si darà alla prostituzione, la sua conoscenza delle lingue straniere non potrà far altro che ampliare il giro dei clienti.
3. troverà un lavoro stellare, verrà pagata tantissimo per fare pochissimo e si aggirerà per il mondo con fare da donna in carriera.
4. farà la professoressa rompipalle. Ups, forse questo lo sta facendo già, i suoi amici possono confermare.
5. si farà mantenere da un'anziano benefattore che rimarrà a lei sconosciuto per tutta la vita e le lascerà un'imbarazzante eredità.
It's up to you gente. Mi fido del vostro intuito. (Più che del mio, comunque.)
Danielagna.

sabato 20 dicembre 2008

Questo post ha dichiarato di non volere un titolo.

Non vorrei sempre parlare dell'animaletto malefico di pet society, ma stamane mi ha decisamente sorpreso. Ad un certo punto, senza che io facessi nulla, ho assistito incredula a questa scena

La cosa che mi colpisce di più è l'inquietante faccetta goduriosa. Dalla foto non si può vedere ma l'animaletto mentre fa il bagno effettua degli strani movimenti su e giù, muovendo ipnoticamente le orecchie e le braccia. Sento che questo mio sgorbietto mi darà molte soddisfazioni.

Ma passiamo ad argomenti ben più interessanti (per me, ovvio). Finalmente ho messo un punto fermo alla mia tesi (90 pagine scritte con sclero e ammmore) ed ho saputo la data in cui potrò discuterne (questo verbo mi fa sempre pensare ad un'ipotetica disputa verbale fra me e i membri della commissione). Vi risparmio tutti i pensieri nefasti che prendono vita nel mio cervelletto, "ansia per il futuro", "che cosa farò da grande?" e l'immancabile hit "e se avessi sbagliato tutto?". Per ora mi lascio teneramente cullare dal dispiacere di default che ha accompagnato quasi tutti i cambiamenti della mia vita, anche quelli che venivano fatti per il meglio: in questo caso, però, "lasciare la strada vecchia per quella nuova" sancisce un vero e proprio taglio netto con uno status da me rivestito per molti anni, quello di "studentessa". Ancora qualche settimana (aaansiaaa) e non potrò più definirmi tale, non mi sveglierò la mattina per recarmi a Villa Mirafiori e godere di quella mezz'oretta di chiacchiere al bar, non passeggerò per il giardino aspettando l'inizio delle lezioni, non farò file interminabili per farmi dire due parole svogliate da qualche professore. In fondo la vita è così: le cose cambiano continuamente, (spesso proprio quando iniziavamo ad abituarci) e bisogna trovare il proprio equilibrio, anche se il terreno è scivoloso e la paura di cadere nel vuoto ti fa sudare freddo.


(Ho appena riletto quanto scritto finora. E' il caso di dare una sferzata di spensieratezza al post sennò il suicidio è dietro l'angolo)


Oggi è sabato, finalmente, e oggi pomeriggio mi aspetta una fumante tazza di cioccolata calda e shopping natalizio con la caVissima Anne, all'insegna del gossip costruttivo e della chiacchiera frivola e disimpegnata.

Forse (ma forse eh) inizio a sentire l'arrivo del Natale. Quando rispolvererò il tradizionale cd con tutte le smielatissime canzoncine che inneggiano all'essere tutti più buoni, zuccherosi e innamorati, saprò di essere stata risucchiata dal vortice. Per ora l'unica canzone che mi esalta è la versione di Womanizer di Lily Allen.

Abbiamo anche un contributo fotografico: ecco brit-Lily dopo aver registrato la cover, in lacrime perchè tutti la scherzano per la pronuncia di "uommanaizah".
Danielagna

mercoledì 3 dicembre 2008

Se beccamo su faccialibro.


Oggi, in perfetto stile StudioApertesco, voglio parlarvi di qualcosa di molto diffuso fra noi ggiovani tecnologicizzati ed alienati dalla società.: il mostro fagocitatore di anime semplici e pure, il re dei social network, il temutissimo ed ambitissimo FACEBOOK.

Personalmente sono stata "accalappiata" 4-5 mesi fa dalla scarna grafica e l'elementare layout quando la mia amica Roisin, esasperata dalle nostre comunicazioni saltuarie e insufficienti, a termine dell'ennesimo sms mi poneva la fatidica domanda: ma tu ce l'hai facebook?

Avrei potuto alzare le spalle, esclamare un annoiato "no" e continuare la mia vita tranquilla senza che venissi invasa da applicazioni, test e tag. Eppure io, che risaputamente non me ne faccio scappare una, digitai il celebre indirizzo e venni conquistata dall'ammiccante "Benvenuti! Facebook ti aiuta a mantenere i contatti con le persone della tua vita" e dal paraculo "Facebook è gratis e tutti possono iscriversi". Capii troppo tardi il vero senso di queste frasi: "le persone della tua vita" corrispondono ad amici (che fondamentalmente potevi chiamare tali anche prima della request) mischiati a gente che sopporti a malapena (e non definiresti amica neanche sotto tortura) e altra gente che conosci pochissimo (ma che, a quanto sembra, prova un'innato talento nel commentare i tuoi status ed esprimere pareri sulle tue foto). A dire il vero, l'ingresso nel mondo di Facebook significa una sola cosa: che bello mo me faccio i cazzi de tutti.

Il problema, però, è che anche gli altri si fanno i tuoi. Eh.

E comunque per farsi i cazzi altrui Facebook non ti abbandona a te stesso, 'n sia mai che uno si debba impegnare a cercare quello che vuol sapere: dalla pagina principale si dipanano una molteplicità di strade, che conducono agilmente alle varie pagine dei tuoi contatti e che ti informano se Tizio è triste perchè gli hanno rigato la macchina, se Caio è passato da relazione aperta a sigle, se Sempronio ha messo le foto del suo gatto. Facebook dà dipendenza, i test (dai quali posso dire fieramente di essermi quasi totalmente disintossicata) ti attirano in un pericoloso vortice di autoaffermazione, finendo per credere sul serio che i risultati siano "scarily accurate" e che in qualche modo sapere quale principessa Disney sei, che vibratore sei, chi eri nella tua vita precedente potrà esserti utile in futuro, in qualche modo.

Poi, come non citare le irritanti catene a sfondo mieloso-sentimentale che annunciano "Tizia" ti ha abbracciato, clicca qui per abbracciarla di nuovo! ... Ma se aspetto di incontrarla per strada e glielo dò vero st'abbraccio? Non sarà meglio?

L'unica cosa che tollero (o meglio, alla quale sono maniacalmente addicted to) è il gruppo. Magnifica invenzione per avere un'idea concreta di quante persone effettivamente pensino che Giusy Ferreri abbia rotto i maroni, o che inneggiano alla guerra contro il babbo natale arrampicatore, o ammettono pubblicamente di aver cercato almeno una volta il loro nome e cognome su google. Strumento indispensabile per l'agitazione delle folle contro Gigi d'Alessio, i Cinema Bizzarre, i tronisti e gli amici di Mmmmaria.


Vorrei parlare ancora diffusamente di questo argomento, che tanto tocca le vite di ognuno di noi e tanto ha cambiato i nostri rapporti interpersonali innalzando l'ipocrisia a livelli esponenziali, ma devo andare assolutamente ad aggiornare il mio status.

Vogliate scusarmi.


Danielagna.

sabato 29 novembre 2008

Non escludiamo l'imbecille dalla società. Accogliamolo fra noi e poi, quando meno se l'aspetta, facciamolo fuori.

I
L'Imbecille, per sua natura, infastidisce e danneggia il prossimo.
II
L'Imbecille non ci ricava niente, anzi ci rimette.
III
Il cattivo a volte si riposa, l'Imbecille mai.
IV
L'Imbecille non ha niente da dire e lo ribadisce continuamente.
V
L'Imbecille trasforma l'utile in inutile attraverso il dannoso.
VI
Contro gli Imbecilli, anche Dio combatte invano.
VII
L'Imbecille si annida ovunque. Fra i parenti, gli amici, gli amici degli amici.
VIII
L'Imbecille non ti abbandona mai soprattutto quando non ne hai bisogno.
IX
L'Imbecille è ciò che più si avvicina al concetto di infinito.
X
Più si è Imbecilli e più si sente forte il desiderio di farlo sapere.

Ora che conoscete meglio il nemico, potete combatterlo.
P.S. Quest'intervento è stato nominato come uno dei più brutti ed insulsi dell'intera blogosfera.
Danielagna

mercoledì 26 novembre 2008

Scrivo poco, e male.

Diciamo subito che dall'ultimo post il mio umore si è decisamente rasserenato. Tuttavia, secondo un'inversa proporzionalità totalmente inaspettata, la salute (forse per via del quarto di secolo appena raggiunto), non mi assiste affatto. In breve: smucciolo elegantemente per casa, avverto un insidioso principio di mal di gola e mi sento rincoglionita come un bradipo sotto acido.
La vita mi sorride, insomma.

Per il resto tutto procede per il meglio:

la tesi diventa sempre più corposa (con taaaanta calma),

l'amore va a gonfie vele (anche lui influenzato, perchè noi le difese immunitarie le si compra al mercato),

la salsa vive y llega hasta el cielo (ed io riesco a muovere i piedini con un tantino più di grazia e femminilità) (un tantino ho detto),

il mio compleanno quest'anno è come una festa di paese poichè ha la modesta durata di 7 gg (paracula? io? IOOO? Si).

E NON è perchè sto invecchiando che mi sento totalmente d'accordo con questa vignetta.



Vi saluto con un messaggio promozionale:
Mi raccomando, promuovete il nuovo reality completamente ideato, visto, corretto e sceneggiato da me e la brillante Anne: "Anche le psicopatiche c'hanno da parlà".

Mettetevi al riparo perchè sono dovunque, nel web, sul treno, nelle fogne e nei peggiori bar di Caracas.