About my Blog

writing  often it is the only thing between you and impossibility. no drink, no woman's love, no wealth can match it.  nothing can save you except writing.  it keeps the walls from failing. the hordes from closing in.  it blasts the darkness.  writing is the ultimate psychiatrist,  the kindliest god of all the gods.  writing stalks death. it knows no quit.  and writing laughs at itself, at pain.  it is the last expectation, the last explanation.  that's what it is. 

lunedì 27 aprile 2009

Ho bisogno di Activia per far ritrovare al mio blog la sua naturale regolarità.

Vi risparmierò i soliti “oooh, quanto tempo è che non scrivo”, “eeeeh che blogger principiante, sono secoli che non aggiorno”, “uuuh quante cose ho avuto da fare, non ho avuto tempo”, soprattutto perché nessuna delle tre affermazioni sopraccitate è vera. E siccome da ‘ste parti ce piace la sincerità, in quanto elemento imprescindibile che porti all’eternità, sarò onesta e vi confiderò che la mia lontananza da questo posto è totalmente imputabile a innegabile pigrizia e mancanza di cose particolarmente interessanti da raccontare. Che palle, direte voi. Giustamente, commenterei io.
E, visto e considerato l’immeritato e inspiegabile successo di un’inutile personaggio come Marco Carta, ora dovrete sorbirvi gli update in merito alla mia pseudovitamoltopseudoartistica. La suddetta, al momento, si divide equamente fra gare di salsa (alle quali, secondo fonti attendibili, mi presenterei con vestitini –straccetti- dal dubbio valore stilistico ma di garantita presa sul pubblico) e serate con la band (durante le quali i complimenti alla mia INCANTEVOLE VOCE se la battono con quelli rivolti al mio innocente ma indiscutibile sculettamento).
Nel tempo libero, poi, mando curriculum a chiunque, sperando di diventare la nuova Ugly Betty de noantri (ovvero sfruttata e maltrattata da colleghi ingiusti e stressati) e mi ubriaco con gli amici, nella speranza che l’ottenebramento alcolico faccia apparire meno idiota la razza umana che mi circonda.

(chiunque abbia l’immensa fortuna di avermi fra gli amici di facebook potrà confutare tali incontrovertibili affermazioni grazie a dell’esemplificativo materiale video e fotografico)

E vi dirò la verità, cari i miei fedelissimi lettori. Per ora sto bene così. Ogni giorno capisco qualcosa in più e distruggo qualche castello di carta che avevo precedentemente eretto con tanta ingenua sicurezza e dogmatica tranquillità, metto in discussione completamente me stessa e gli altri, non dò nulla per scontato e mi meraviglio di tutto. Sto finalmente imparando a vivermi, invece di lasciare che gli altri mi vivano. Sto imparando a piacermi, invece di lasciare che mi dicano “mi piaci”. Sto imparando a spegnere le orecchie, invece di ascoltare noiosi e puerili chiacchiericci. A volte ho improvvise e dolorose ricadute, ma sento di essere sulla buona strada, qualunque essa sia.

Ma soprattutto, ho imparato che il segreto del rapporto conflittuale, complicato e ambiguo fra uomo e donna è splendidamente riassunto in questa canzone.

Danielagna.

2 commenti:

Gramigna ha detto...

Tu biascichi di sogni, speranze e vita in modo incantevole, cara mia.

Lindalov ha detto...

darei anche un cazzotto (ma piccolo, eh) alla Marcuzzi. giusto per stare ancora meglio. per ritrovare ancora più equilibrio.

e poi ti inviterei a bere un mojito.