About my Blog

writing  often it is the only thing between you and impossibility. no drink, no woman's love, no wealth can match it.  nothing can save you except writing.  it keeps the walls from failing. the hordes from closing in.  it blasts the darkness.  writing is the ultimate psychiatrist,  the kindliest god of all the gods.  writing stalks death. it knows no quit.  and writing laughs at itself, at pain.  it is the last expectation, the last explanation.  that's what it is. 

mercoledì 3 dicembre 2008

Se beccamo su faccialibro.


Oggi, in perfetto stile StudioApertesco, voglio parlarvi di qualcosa di molto diffuso fra noi ggiovani tecnologicizzati ed alienati dalla società.: il mostro fagocitatore di anime semplici e pure, il re dei social network, il temutissimo ed ambitissimo FACEBOOK.

Personalmente sono stata "accalappiata" 4-5 mesi fa dalla scarna grafica e l'elementare layout quando la mia amica Roisin, esasperata dalle nostre comunicazioni saltuarie e insufficienti, a termine dell'ennesimo sms mi poneva la fatidica domanda: ma tu ce l'hai facebook?

Avrei potuto alzare le spalle, esclamare un annoiato "no" e continuare la mia vita tranquilla senza che venissi invasa da applicazioni, test e tag. Eppure io, che risaputamente non me ne faccio scappare una, digitai il celebre indirizzo e venni conquistata dall'ammiccante "Benvenuti! Facebook ti aiuta a mantenere i contatti con le persone della tua vita" e dal paraculo "Facebook è gratis e tutti possono iscriversi". Capii troppo tardi il vero senso di queste frasi: "le persone della tua vita" corrispondono ad amici (che fondamentalmente potevi chiamare tali anche prima della request) mischiati a gente che sopporti a malapena (e non definiresti amica neanche sotto tortura) e altra gente che conosci pochissimo (ma che, a quanto sembra, prova un'innato talento nel commentare i tuoi status ed esprimere pareri sulle tue foto). A dire il vero, l'ingresso nel mondo di Facebook significa una sola cosa: che bello mo me faccio i cazzi de tutti.

Il problema, però, è che anche gli altri si fanno i tuoi. Eh.

E comunque per farsi i cazzi altrui Facebook non ti abbandona a te stesso, 'n sia mai che uno si debba impegnare a cercare quello che vuol sapere: dalla pagina principale si dipanano una molteplicità di strade, che conducono agilmente alle varie pagine dei tuoi contatti e che ti informano se Tizio è triste perchè gli hanno rigato la macchina, se Caio è passato da relazione aperta a sigle, se Sempronio ha messo le foto del suo gatto. Facebook dà dipendenza, i test (dai quali posso dire fieramente di essermi quasi totalmente disintossicata) ti attirano in un pericoloso vortice di autoaffermazione, finendo per credere sul serio che i risultati siano "scarily accurate" e che in qualche modo sapere quale principessa Disney sei, che vibratore sei, chi eri nella tua vita precedente potrà esserti utile in futuro, in qualche modo.

Poi, come non citare le irritanti catene a sfondo mieloso-sentimentale che annunciano "Tizia" ti ha abbracciato, clicca qui per abbracciarla di nuovo! ... Ma se aspetto di incontrarla per strada e glielo dò vero st'abbraccio? Non sarà meglio?

L'unica cosa che tollero (o meglio, alla quale sono maniacalmente addicted to) è il gruppo. Magnifica invenzione per avere un'idea concreta di quante persone effettivamente pensino che Giusy Ferreri abbia rotto i maroni, o che inneggiano alla guerra contro il babbo natale arrampicatore, o ammettono pubblicamente di aver cercato almeno una volta il loro nome e cognome su google. Strumento indispensabile per l'agitazione delle folle contro Gigi d'Alessio, i Cinema Bizzarre, i tronisti e gli amici di Mmmmaria.


Vorrei parlare ancora diffusamente di questo argomento, che tanto tocca le vite di ognuno di noi e tanto ha cambiato i nostri rapporti interpersonali innalzando l'ipocrisia a livelli esponenziali, ma devo andare assolutamente ad aggiornare il mio status.

Vogliate scusarmi.


Danielagna.

1 commenti:

Anne ha detto...

Tesoro!!!! Ma io ti mando sempre abbracci su Facebook.. hihihi.
Spero di trovare al più presto l'applicazione: "invia tazza di cioccolata calda".. esiste la cellulita virtuale?